Tutti i soldi di Lukashenko

I media russi mostrano con eccitazione i segni esteriori della ricchezza di Aleksander Lukashenko. Ma non sono gli orologi, i gioielli, i conti all’estero o le residenze a determinare la potenza finanziaria del presidente bielorusso. Lukashenko controlla istituzioni che generano guadagni milionari. Solo lui le gestisce e da solo decide a cosa destinare i loro soldi.

Il Fondo di Riserva del Presidente

Il presidente della Bielorussia gestisce il Fondo di Riserva del Presidente [Резервный фонд Президента], nel quale arrivano soldi dal bilancio dello stato. Nel 2010 vi è entrato l’equivalente di 650 milioni di euro. Nessuno ha mai sentito di controlli su quel fondo. “Si occupano del fondo solo lui e Sheiman” (Viktor Sheiman, consigliere di Lukashenko) ha detto in un’intervista al giornale “Narodna Vola”, Ivan Titenkov, ex direttore dell’Amministrazione degli Affari del Presidente. Secondo lui proprio in questo fondo finiscono i soldi del commercio di armi attraverso la Bielorussia. “Non posso indicare degli importi, non li conosco. Ma sono enormi” – ha raccontato.

“E’ difficile calcolare i guadagni del commercio delle armi. La Bielorussia molto probabilmente vende le armi nei luoghi dove è vietato. Il business consiste nel fatto che la Russia non vuole esporsi violando l’embargo imposto da alcuni paesei, ma vende le armi con l’intermediazione della Bielorussia. Minsk prende una provvigione” ha dichiarato Marek Bućko, ex Primo Segretario dell’Ambasciata di Polonia a Minsk.

L’Amministrazione degli Affari del Presidente

Un altra struttura del presidente, nella quale arrivano i soldi del bilancio, è l’Amministrazione degli Affari del Presidente [Управление делами Президента]. Nel 2010 ha ricevuto dall’erario l’equivalente di 60 milioni di euro. L’Amministrazione tuttavia già da sola guadagna cifre notevoli: con le lotterie e il gioco d’azzardo, l’affitto di immobili, gli alberghi, il turismo, ecc. Chiaramente anche li nessuno ha mai condotto un audit indipendente. A parte il capo dello stato nessuno controlla l’Amministrazione.

Entrambe le strutture traggono inoltre ricavi tra l’altro dal transito e dalla riesportazione di merci in Russia e dalla vendita di merci confiscate alla frontiera.

Quanti soldi?

E’ molto difficile stimare quali guadagni portano tutte queste strutture, poichè non viene pubblicato nessun dato. Ma è possibile fare delle stime.

Per il Fondo di Riserva del Presidente sono particolarmente importanti i guadagni dell’esportazione di armi. Solo negli anni 1996–2000 la Bielorussia ha venduto armi per 900 milioni di euro. Quanti di questi soldi sono giunti nel bilancio dello stato, e quanto nella cassa del presidente? Nel 2007 l’allora ministro delle finanze Nikolai Korbut non ha saputo rispondere in parlamento alla domanda sul gettito erariale derivante dall’esportazione di armi. Si può ritenere che i soldi siano finiti sul conto del Fondo.

D’altra parte l’Amministrazione degli Affari del Presidente guadagna con l’affitto di uffici. In ogni citta l’Amministrazione ha diversi edifici per uffici. Si può stimare che in ognuna delle sei regioni amministrative della Bielorussia possieda in media 7 edifici, ognuno con una superfice di 10000 m2. In totale abbiamo quindi circa: 6 x 7 x 10 000 = 420 000 m2. Il prezzo di affitto al metro quadro negli edifici per uffici in Bielorussia è da 10 a 30 euro al mese. Se anche si considera il valore più basso, si ottiene un ricavo di 4,2 milioni di euro al mese, circa 50 milioni di euro l’anno.

Inoltre vi è un’ulteriore fonte di entrate: l’ex direttore della Banca Nazionale Bielorussa Tamara Vinnikova sostiene che le strutture del presidente ricevono una “provvigione” del 10% su ogni grossa transazione internazionale che ha come controparte lo stato bielorusso o le imprese statali.

Negli ultimi anni le importazioni bielorusse si attestano intorno ai 30 miliardi di euro. Quindi le entrate derivanti da questa “decima” sulle transazioni sarebbero pari a circa 3 miliardi di euro l’anno.

“Regali”

Da diverse fonti deriva che il capo dello stato in diversi modi utilizza le imprese private. Vinnokova descrive così questo meccanismo: “Una volta Lukashenko mi ha convocato e mi ha detto che bisognava sostenere la squadra di calcio Dinamo. Mi ha detto: “Servono circa 150 000 dollari per risollevare la squadra, e La prego di trovare questi soldi”. Non ha neanche chiesto dove avremmo potuto trovare i soldi, da chi avremmo potuto farceli dare. Ce li siamo fatti dare dagli imprenditori”.

“Una parte degli utili arrivano a Lukashenko attraverso la gente del regime che si arricchisce grazie a lui. Per fare affari in Bielorussia bisogna pagare il capo del KGK (Comitato Statale di Controllo) o il capo del KGB. Entrambi sono in concorrenza e lottano tra loro. Lukashenko fa da mediatore tra i due, permette loro di guadagnare, ma loro devono dare al presidente una parte dei guadagni. In alternativa invece di pagare loro, si può pagare il figlio di Lukashenko” – racconta Marek Bućko.

Perchè “Lukashenko” vuol dire l’intera famiglia, e soprattutto i due figli Dmitri e Viktor. Dmitri è a capo del potentissimo Club Sportivo Presidenziale, che ha il 69% delle partecipazioni nella società Sport-pari (lotterie e gioco d’azzardo). Il Club Sportivo Presidenziale riceve inoltre sostegno finanziario dalle principali imprese bielorusse, tra cui Belarusbank e Belaruskali (potassio). Nella società Sport-pari il Club Sportivo Presidenziale è socio dell’azienda Beltechexport (commercio di armi).

Il fratello di Dmitri, Viktor, non si occupa di affari ma i suoi guadagni crescono.

Palaghiaccio

Chiaramente non tutti i soldi raccolti in tal modo vengono utilizzati a favore di Aleksander Lukashenko o della sua famiglia. Il Fondo di Riserva del Presidente ad esempio sostiene finanziariamente un’altra struttura, il Fondo per il Sostegno dei Giovani di Talento. Con questi fondi viene anche finanziata la costruzione dei Palaghiaccio o di altre strutture sportive. Ma tutte le decisioni di assegnazione dei soldi del Fondo di Riserva vengono prese unicamente dal presidente. E in questo consiste il funzionamento dell’intero sistema: alle istituzioni presidenziali giungono fondi che sono controllati solamente dal presidente stesso, solo Lukashenko decide dove devono essere diretti. E probabilmente parte dei soldi sono giunti su conti all’estero, in Europa o in paesi più “sicuri” per Lukashenko, come ad esempio i paesi arabi.

“Se qualcuno volesse ottenere informazioni circa i soldi di Lukashenko, dovrebbe avere possibilità simili a quelle delle grosse organizzazioni di spionaggio, come la CIA americana o il Mossad israeliano” ha dichiarato il politologo bielorusso indipendente Vladimir Podgol.

Fonte: Rzeczpospolita
Traduzione: infobielorussia.org


Aleksander Lukashenko (1954) | russo: Александр Лукашенко | bielorusso: Аляксaндaр Лукашэнка
Viktor Sheiman (1958) | russo: Виктор Шейман | bielorusso: Віктар Шэйман
Ivan Titenkov (1953) | russo: Иван Титенков | bielorusso: Іван Ціцянкоў
Tamara Vinnikova (1949) | russo: Тамара Винникова | bielorusso: Тамара Віннікава