Se perdiamo la lingua ci perdiamo

Riporto la prima intervista del mio viaggio. Si tratta di un incontro con una persona che non sa assolutamente della mia attività legata a infobielorussia.org, buona parte della conversazione verte su altri argomenti, ma a partire dalla questione della lingua bielorussa riesco ad aprire l’argomento libertà e democrazia.

Tu a casa che lingua parli, con tuo marito, con i figli?

In russo.

Per te il bielorusso è una lingua sconosciuta?

No, la conosco e la posso parlare. Leggere e scrivere in bielorusso per me è più facile, parlarlo è più difficile, c’è pochissima gente che lo parla. C’e un certo cerchio di persone che parla in bielorusso. Un cerchio abbastanza particolare. Prima di tutto sono quelli contro Lukashenko. E poi i nazionalisti.

Qui la percentuale di quelli contrari al regime quant’è?

Ognuno ha le sue statistiche, per me qui in città è il 90%.

C’è città e campagna. C’è una grandissima differenza. La campagna credo che sia a favore, invece la città credo che sia contro. La gente più istruita è contro, la gente semplice è a favore di Lukashenko, perchè non lavorano e ricevono quel minimo, e altrimenti se cambia qualcosa non ricevono niente. Qui sono abituati nè a lavorare, nè a muoversi…

La mia interlocutrice mi spiega che la lingua bielorussa viene scritta con due ortografie diverse, che spesso portano con sè due varianti diverse del vocabolario, con parole diverse. Poi aggiunge:

C’è tantissima confusione perchè ognuno parla il “suo” bielorusso, e penso che quel cerchio preferisce parlare in bielorusso perchè riesce a fare la cose “a modo loro”. C’è sempre gente che vuole fare le cose a modo loro, anche parlare la lingua a modo loro. In questo modo possono inventare la lingua loro. Perchè il bielorusso non esiste come lingua fissata, con una grammatica codificata. Ci deve essere sempre la gente dietro a ogni lingua. Se non c’è la gente, ti puoi inventare quello che ti pare. Quel cerchio di gente preferisce andare verso la Polonia, allora il loro bielorusso acquista caratteristiche della lingua polacca.

Sentendolo sembra più bello certamente, perchè non è russo.

Russo e polacco, due lingue, due culture grosse, molto complete, molto identificabili. E il bielorusso, come anche la cultura bielorussa, non è identificabile. E’ a metà tra queste due grosse culture. Questa è la tragedia dei Bielorussi.

Mia figlia non vuole studiare il bielorusso a scuola. Dice “nessuno parla in bielorusso”, non ne vede il senso. Ma il bielorusso è obbligatorio a scuola

Come lingua straniera?

Come lingua madre! [e qui fa una smorfia di riso] Ma tutte le altre materie sono insegnate in russo. Hanno 3 ore di inglese a settimana e 1 ora di bielorusso a settimana, più un’altra ora di letteratura bielorussa. Scrivendo in bielorusso fanno sempre errori, ricevono brutti voti.

Secondo te ha senso insegnare il bielorusso o non ha senso?

Secondo me ha tanto senso. Se perdiamo la lingua ci perdiamo. Ci stiamo già perdendo, a me dispiace, perchè abbiamo un’identità nostra, propria, e non è cattiva.

Ma tu stessa dici che quasi non sai parlare in bielorusso…

Si, ma io lo vorrei parlare. Prima del 2011 c’era più voglia di studiare il bielorusso, perchè sembrava che qualcosa stava cambiando, Lukashenko diverse volte aveva detto di no ai Russi, sembrava che qualcosa stesse cambiando. Ma poi si è visto che era un’illusione, adesso tanta gente se ne sta andando, rimangono i contadini, rimangono quelli che non vogliono fare niente e guadagnare poco. Quelli che vogliono guadagnare di più vanno via.

Tu hai mai partecipato a qualche manifestazione contro il regime?

No, mai.

Perchè?

Perchè vivo qua. Perchè ho una famiglia.

Protestano non le persone che sono scontente, ma le persone che sono abituate a protestare. Quel cerchio di cui parlavo. Hanno degli scopi, determinati scopi. O scopi politici o scopi economici. Vogliono andar via da questo paese e vivere da qualche parte come rifugiati. Partecipano alle manifestazioni qua e poi possono fare richiesta di asilo politico negli Stati Uniti o in qualche paese europeo. Oppure scopi politici: il paese, la Bielorussia, è abbastanza piccolo, fare carriera politica qui è facile. Conosco parecchie persone che l’hanno fatta senza fatica. Vivendo in Russia non avrebbero fatto una carriera politica così brillante.

Anche Lukashenko all’inizio ha iniziato la carriera politica protestando, lui si batteva contro la mafia, era il suo slogan.

Quindi dici che ci sono molte persone contrarie a Lukashenko, che sentono di vivere in una dittatura, ma che non partecipano alle forme organizzate di protesta non per paura, me perchè non ne vedono il senso?

In primo luogo hanno paura. In secondo luogo pensano che forse non ha senso. In tanti sono andati a votare contro e poi hanno visto che è stato eletto con la maggioranza dei voti. E le manifestazioni sono state represse, allora che senso ha?

Tu che via vedi per la Bielorussia?

Non so, spero che ci arrivi qualche forza da fuori, dall’Ovest, e cambi qualcosa qua. Anche se quel cerchio di gente che parla bielorusso prendesse il potere andrebbe bene. Qualunque cambiamento sarebbe buono, rispetto a ciò che abbiamo adesso.

Forse non ho ragione, forse ci sono cose peggiori della dittatura, come la guerra, non so…

Ho sentito l’opinione di italiani che dicono c’è qui c’è una dittatura, non c’è libertà politica, ma che però il paese funziona.

Ma non funziona, è tutto finanziato dalla Russa. E’ la Russia che paga e si è già comprata metà della Bielorussia. Adesso si comprerà l’altra metà e poi basta. E’ finita la Bielorussia. Sarebbe meglio che la seconda metà se la comprasse la Polonia, almeno ci sarebbe dialogo.

Ho letto che in Bielorussia si finisce in prigione facilmente, non solo per questioni politiche.

Anche la gente semplice, che non svolge nessuna attività, nè economica nè politica, ha paura. E’ la paura che risale ai tempi del NKVD [la polizia segreta dell'Unione Sovietica], la paura dei tempi di Stalin.. Anche io ho avuto paura, una volta a mezzanotte è venuta la polizia a casa e stava cercando una persona della mia famiglia, e non hanno detto il perchè. Ho avuto una paura tremenda. Per fortuna alla fine si è rivelato essere un errore di persona, ma loro fanno così, non dicono niente.

Passando lungo il Prospetto dell’Indipendenza ho visto l’edificio del KGB…

Tutte le facilitazioni e tutti i diritti li hanno quelli che lavorano nel KGB, o nella polizia, o i militari. Sono i più potenti qui. Spesso sono senza istruzione, ma sono forti. Questi non se ne andranno mai via dalla Bielorussia, gli altri emigrano e loro restano.

E’ uno stato militare, ma con accento bielorusso. Perchè i Bielorussi non sono aggressivi in fondo. E’ diverso dalla Russia. La dittatura in Russia era una cosa diversa, perchè i Russi sono più asiatici. Per avere la democrazia bisogna avere la mentalità democratica, e in Russia non c’è la mentalità democratica e non ci sarà mai.

Un analista, Andrei Gerashchenko, scrive “in Bielorussia non c’è nessuna seria richiesta di democrazia nel senso occidentale. Ai Bielorussi interessa tutt’altro: il loro livello di vita, la stabilità, la possibilità di ottenere un’istruzione, l’acquisto di una casa. In questo sistema di valori la democrazia, per usare un eufemismo, non ha la priorità”.

E’ il popolo bielorusso che fa agire le persone in questo modo: se uno sta zitto tutti da fuori cominciano a parlare e dargli consigli. Come succede anche nella vita personale.

Il popolo bielorusso sta zitto e così tutti da fuori decidono per lui.