L’Università Volante, per preparare il futuro

Dopo tanti incontri con informazioni strappate di nascosto ho finalmente incontrato a Minsk tre rappresentanti dell’Università Volante, presentandomi apertamente. I miei tre interlocutori, per le loro età, rappresentano un po’ tutte le generazioni del mondo adulto bielorusso, quello dei 20enni, 30enni e 40enni. La mia lunghissima conversazione con loro è praticamente impossibile da riportare come intervista. Voglio provare a raccogliere le idee e a metterle nero su bianco, come pietre per la costruzione della comprensione di questo paese.


L’Università Volante si presenta con queste parole:

Università: luogo dove si coltiva e si sviluppa il pensiero, dove si prepara la nuova élite nazionale e si riceve una moderna istruzione europea. Nell’Università Volante non si preparano specialisti o professionisti. E’ un’istruzione per chi ha bisogno delle conoscenze e delle esperienze necessarie per lavorare sui problemi attuali, per cercare risposte alla domande che non sono state ancora risolte, e per prepararsi a quelle che ci attendono in futuro.

L’Università Volante non è un’organizzazione, ma un’iniziativa comune di otto ONG – Organizzazioni Non Governative, impegnate in modi diversi per la costruzione della coscienza civica, democratica, europeistica, di libero mercato. Questo lavoro si può dire parte da alcuni presupposti:

Agire senza etichetta politica
Realizzare iniziative direttamente politiche è il modo migliore per farsele chiudere con la forza nel giro di pochissimo tempo. La via per evitare (per quanto è possibile) la repressione, senza tuttavia rinunciare ad operare nella società, è quello di creare iniziative culturali, educative, formative, artistiche.

Creare già oggi spazi di libertà
Nonostante i quasi 20 anni di lotta l’opposizione non ha ottenuto nessun risultato: Lukashenko è ancora al suo posto. Anche la parte migliore della società, quella che ha la consapevolezza di vivere in una dittatura e che desidera il cambiamento, ormai non si domanda “come” sarà possibile cambiare tutto, ma si chiede “se” sarà possibile cambiare tutto. La domanda sulla strategia per riappropriarsi pienamente della libertà rimane sullo sfondo, e ci si pone la domanda più concreta di come spendere utilmente il tempo in cui si vive. Il possibile cambiamento, la fine della dittatura, si considera come un miracolo, desiderato ma su cui è difficile contare, e nel frattempo si prova a vivere in maniera sensata il presente. L’Università Volante è una delle espressioni del tentativo di “costruire qualcosa oggi, per non vivere aspettando solamente il grande cambiamento domani”.

Lavorare per cambiare i mali che non dipendono da Lukashenko
I miei interlocutori sottolineano che non tutte le cose storte di questo paese, le cose che bisogna cambiare, sono riconducibili a Lukashenko. C’è tanto da fare per cambiare queste cose, e ci sono aspetti su cui si può iniziare a lavorare già oggi, durante l’attuale regime, senza rimandare il cambiamento al dopo.

Provare a parlare a tutti, anche a chi è pro-Lukashenko
Un’immagine che ritorna, una specie di “logo della riconciliazione nazionale” è quella che riporto qui a sinistra, le due foglie con le immagini delle due bandiere, e accanto la scritta in bielorusso “Siano un unico popolo”. La bandiera rossa e verde è quella ufficiale della Bielorussia, introdotta da Lukashenko nel 1995, praticamente uguale alla bandiera della Bielorussia Sovietica degli anni 1951-1991. La bandiera bianca-rossa-bianca è la prima bandiera della Bielorussia indipendente (anni 1991-1995), che oggi è il vessillo di chi è contrario al regime. I due mondi.

Alla mia domanda se l’Università Volante, pur non essendo tecnicamente “di opposizione”, raccolga praticamente solo persone contrarie al regime, rispondono che non vi è nessun criterio o selezione di ammissione, e non hanno nulla in contrario che partecipino alle sue attività anche le persone a favore del regime.


In realtà sebbene l’Università Volante abbia un taglio costruttivo, non “contro” ma “insieme”, le difficoltà non mancano. Una delle prime sedi era stata appena affittata quando al proprietario dell’immobile è stato imposto di rescindere il contratto d’affitto con loro. In questo strano mix di dittatura e stato di diritto li ha salvati la clausola del preavviso inserita nel contratto: in questa maniera per un intero mese l’Università Volante ha potuto iniziare la sua attività, raccogliere interesse e consenso, e ha avuto il tempo per traslocare altrove. Attualmente… [l'articolo sarà completato a breve]