L’aeroporto del silenzio

Lukashenko ama ripetere la parola “stabilità”, ergendosi a protettore da chissà quali catastrofi. Nel film “Sogno Bielorusso” ritornano le parole “isolamento, depressione, immobilismo, altri 5 anni almeno nella nostra Riserva Sovietica”. Tutto questo diventa subito percepibile appena l’aereo atterra nell’aeroporto di Minsk. L’aeroporto del silenzio.

Già mentre l’aereo si sposta sulla pista per collegarsi al terminal, si vede che non c’è nulla e nessuno. Pochissimi aerei, quasi solamente cargo. Usciti dall’aereo camminiamo all’interno del terminal scortati dalla polizia fino al controllo passaporti, in un silenzio completo. Silenzio nostro, dei passeggeri, ma anche assenza di rumori provenienti dall’aeroporto. Dopo il controllo passeggeri si apre la sala degli arrivi, che come dimensione sembra una piccola stazione ferroviaria italiana di provincia.

Usciti fuori dall’edificio, il silenzio è assordante. Si sente solo il vento che soffia sul parcheggio, davanti al grosso edificio a forma di “C” dell’areoporto. Si vedono qualche centinaio di auto, forse gente che lavora nella struttura. Persone in giro zero. E il silenzio. Quel silenzio che in Italia non si trova in città, tanto meno in aeroporto. Chiudendo gli occhi avrei potuto pensare di essere in campagna, fosse stato d’estate avrei sentito il canto dei grilli…

Più tardi facendo ricerche scopro che nell’aeroporto di Minsk transitano 1,8 milioni di passeggeri l’anno. 5000 passeggeri al giorno? Qui se ne vedono molti di meno. La persona che mi è venuta a prendere ha detto che il traffico aumenta l’estate con i charter, la media durante l’anno è più bassa. Dal sito dell’aeroporto vedo una media di 30 voli al giorno e in media sono aerei piccoli, con capacità di circa 100 passeggeri. E chiaramente gli aerei non viaggiano necessariamente tutti pieni…

Provo a fare confronti con il transito passeggeri di aeroporti delle capitali di paesi con dimensione simile alla Bielorussia, intorno ai 10 milioni di abitanti.

Praga: 12 milioni di passeggeri l’anno. Vienna: 22 milioni. Non ci siamo.

Ripenso all’aeroporto di Treviso, dove sono stato, intorno ai 2 milioni di milioni di passeggeri l’anno, praticamente quasi come Minsk. Ma neanche a Treviso ricordo questo silenzio surreale.

Certo, le merci anche su grande distanza possono viaggiare via terra. E le persone? Davvero si vede che qui nessuno entra e nessuno esce. Nulla come l’aeroporto di Minsk è così bene in grado di rendere plastica e visibile l’immagine dell’isolamento della Bielorussia.