La Piazza non se n’è andata

Con molto piacere traduco un breve articolo di Liudmila Mirzaianova su charter97.org. Liudmila è la madre del ventenne Fiodor Mirzaianov, arrestato il 19 dicembre 2010 nella Piazza centrale di Minsk, la notte dopo le elezioni presidenziali e rilasciato solo alla fine del 2011. Liudmila è la donna che piange e che parla al minuto 38 del film “Sogno Bielorusso” . Mi sono commosso ascoltandola, e penso che Liudmila è stata determinante per farmi decidere di tradurre il film e impegnarmi per la Bielorussia. Lei stessa del resto ha tenuto fede alla promessa che ascoltiamo nel film, e in questi due anni da tranquilla professoressa universitaria che “si occupava solo del lavoro scientifico” è diventata un’attivista, impegnata per il cambiamento democratico. Ecco il suo breve articolo tradotto in italiano.

Siamo un paese di prigionieri. Di mese in mese ci sono sempre meno famiglie che non hanno, o non hanno avuto, un parente in prigione.

Siamo un paese di gente martoriata e ferita. Sempre più gente tra noi ha subito ingiustizia per mano delle forze dell’ordine.

Siamo un paese di emigranti. Ad ogni elezione sempre più Bielorussi lasciano la propria patria.

Siamo un pease di colpevoli. Lukashenko divide e umilia pubblicamente i Bielorussi.

E’ impossibile, parafrasando Trotski, avere ragione contro il regime. Se non sei con il regime, non hai ragione. E il regime esprime con aggressività la sua irritazione e la sua rabbia contro gli “erranti”, arrivando alle misure penali, per danneggiare le organizzazioni di opposizione, i loro leader e attivisti, intimidire la gente e spingerla a lasciare il paese.

Proprio in questo modo il regime opera nei confronti dell’organizzazione “Platforma”, del suo leader Andrei Bandarenko e dei suoi collaboratori. In che modo ha irritato le autorità questa associazione informativa ed educativa? Per il fatto che difende i diritti e gli interessi dei condannati. Per il fatto che conduce un monitoraggio del rispetto dei diritti umani nei carceri. Ottiene in tempi brevi informazioni attendibili sulla situazione dei prigionieri politici e le trasmette alla società bielorussia e alla comunità internazionale, rivelando i doppi standard della procura e dei posti di polizia, che diventano luoghi di tortura delle persone arrestate.

In risposta a ciò la polizia arresta in continuazione gli attivisti di “Platforma”. E ultimamente al direttore del reparto monitoraggio, Nikita Likhovid, hanno imposto di scontare la pena amministrativa (10 giorni di arresto) che gli era stata comminata oltre 2 anni fa per la partecipazione alla manifestazione del 19 dicembre 2010. Manifestazione per la quale aveva già passato più di 8 mesi dietro le sbarre, di cui 82 giorni di cella di rigore, nella quale aveva perso 18 chili di peso.

La Piazza non se n’è andata. Il regime stesso ce lo ricorda.

La Piazza è nel cuore di ognuno di noi.

Autore: Liudmila Mirzaianova
Fonte: charter97.org
Traduzione: infobielorussia.org


Liudmila Mirzaianova | russo: Людмила Мирзаянова | bielorusso: Людміла Мірзаянава
Nikita Likhovid | russo: Никита Лиховид | bielorusso: Мікіта Ліхавід