Eventi principali del 2012

Il film “Sogno Bielorusso” presenta la storia recente della Bielorussia con particolare attenzione alle vicende del 2010-2011. Il sito informativo infobielorussia.org nasce a febbraio 2013 e questo primo articolo della sezione notizie vuole tratteggiare gli eventi principali del 2012, per colmare il vuoto informativo.

Del periodo fine 2011 – inizio 2013 sono stati scelti 5 avvenimenti, di diverso genere e peso, come 5 fotografie che gettano luce sull’anno appena concluso in Bielorussia.

Arresto di Ales Bialatski

Il 4 agosto 2011 è stato arrestato Ales Bialatski. Alexander Bialatski è un attivista per i diritti umani, direttore del Centro per i Diritti Umani “Viasna” in Bielorussia, vicepresidente della Federazione Internazionale dei Diritti Umani. Cittadino onorario di Genova e di Parigi, due volte nominato per il Premio Nobel per la Pace.

L’accusa formale è quella di evasione fiscale. L’organizzazione “Viasna” nel corso degli anni aveva offerto assistenze legale e materiale a migliaia di persone vittime di violazioni dei diritti umani in Bielorussia. Le autorità bielorusse per impedire il funzionamento di “Viasna” avevano più volte rifiutato la registrazione dell’organizzazione, impedendole di aprire conti bancari in Bielorussia. Ales Bialatski aveva quindi aperto conti bancari in Polonia e in Lituania per permettere il funzionamento di Viasna. Le autorità bielorusse, approfittando delle norme di cooperazione internazionale per l’assistenza giuridica, destinate a essere utilizzate per rintracciare terroristi e criminali, sono riuscite ad avere informazioni sui conti bancari di Bialacki dalle autorità polacche e lituane, per quello che il ministro degli esteri polacco ha definito un riprovevole errore. Da cui l’accusa formale di evasione fiscale.

Il 24 novembre 2011 Ales Bialatski è stato condannato a 4,5 anni di carcere di massimo rigore e alla confisca dei beni. Da allora è in prigione. L’ultima notizia ricevuta il 5 febbraio 2013 dalla moglie di Ales, Natalia Pinchuk, è il divieto di ogni incontro e colloquio per i prossimi sei mesi, fino ad agosto 2013.

Esecuzione di Dmitri Konovalov e Vladislav Kovaliov

Il 16 marzo 2012 è stata eseguita la condanna a morte di Dmitri Konovalov e Vladislav Kovaliov, accusati dell’esplosione nella metro di Minsk.

L’11 aprile 2011 alle 17:55 una bomba esplosa nella stazione centrale della metro di Minsk aveva provocato 15 morti e oltre 200 feriti. Due giorni dopo alle nove di mattina Lukashenko ha comunicato alla radio che il KGB aveva già trovato e arrestato i colpevoli, che hanno già confessato e che saranno fucilati. A maggio 2011 Ronald Noble, Segretario Generale dell’Interpol, è andato apposta a Minsk per “congratularsi per l’alta professionalità degli investigatori che hanno saputo risolvere il caso in così breve tempo”.

Da più parti si è espressa l’opinione che la bomba sia stata messa dal KGB stesso, che ha poi organizzato una inchiesta spettacolo, torturando i due sospettati per estorcere le confessioni. Liubov Kovaliova (nella foto), madre di Vladislav Kovaliov, ha condotto una battaglia per evitare l’esecuzione della condanna a morte di suo figlio, e contro la pena di morte in Bialorussia. Dal giorno dell’esecuzione Liubov Kovaliova combatte per riottenere il corpo di suo figlio, che non le è stato mai restituito.

Liberazione di Andrei Sannikov

Il 14 aprile 2012 è stato rilasciato anticipatamente Andrei Sannikov, candidato alla presidenza arrestato la sera delle elezioni, il 19 dicembre 2010, e successivamente condannato a 5 anni di carcere di massimo rigore per “organizzazione di disordini di massa”.

Insieme a lui è stato rilasciato anche Dmitri Bondarenko, giornalista cofondatore dell’organizzazione Charter97.org, membro dello staff elettorale di Sannikov.

Andrei Sannikov dal 26 ottobre 2012 ha ricevuto asilo politico in Gran Bretagna, aggiungendosi agli attivisti bielorussi che operano dal loro esilio all’estero, avendo preclusa la via del ritorno fino alla fine dell’attuale regime. La moglie di Sannikov, la giornalista Irina Khalip, è rimasta a Minsk insieme al figlio Danik, in quanto tuttora sottoposta a misure di restrizione della libertà personale.

Invasione degli orsetti

Il 4 luglio 2012 un aereo ultraleggero pilotato da due cittadini svedesi è decollato da un aeroporto lituano e ha raggiunto la Bielorussia. Arrivati sopra a Minsk e alla cittadina di Ivianiets (a 60km dalla capitale) hanno lanciato quasi 900 orsetti di peluche che portavano cartelli inneggianti alla libertà di parola e alla tutela dei diritti civili.

Inizialmente le autorità bielorusse hanno negato l’accaduto. Poi Lukashenko ha dovuto ammettere che il fatto e ha rimosso due generali: il capo supremo della difesa aerea e il comandante delle guardie di frontiera. Pochi giorni dopo, il 13 luglio 2012, il KGB ha arrestato Anton Suriapin, giovane studente di giornalismo che aveva pubblicato nel suo fotoblog le fotografie degli orsetti, accusandolo di “collaborazione nell’attraversamento illegale pianificato della frontiera”. Stessa sorte ha subito Siergiei Basharimau, agente immobiliare che aveva affittato un appartamento agli svedesi. Sono stati rilasciati solamente dopo oltre un mese di prigione.

In un crescendo di ritorsioni il 3 agosto 2012 le autorità bielorusse hanno espulso l’ambasciatore svedese, e cinque giorni dopo Minsk ha richiamato tutti i suoi diplomatici dall’ambasciata di Stoccolma. Infine, il 18 febbraio 2013, il funzionario delle guardie di frontiera che era di turno è stato condannato a due anni di carcere di massimo rigore.

Elezioni parlamentari del 2012

Il 23 settembre 2012 si sono svolte le elezioni per il parlamento bielorusso. Dei 110 seggi, 109 sono stati vinti da persone che sostegnono Lukashenko. Un seggio è rimasto vacante perché in un distretto elettorale non è stato superato il quorum del 50%, necessario per la validità della votazione.

Il parlamento bielorusso è una struttura puramente formale, di fatto il potere legislativo è esercitato da Lukashenko attraverso i suoi decreti, nella misura di centinaia all’anno, e il ruolo del parlamento si riduce all’approvazione dei decreti del presidente. Negli ultimi quattro anni il parlamento bielorusso ha presentato 4 progetti di legge, e ne ha approvato uno, sulla protezione degli animali.

L’opposizione non aveva partecipato a queste elezioni, e aveva invitato al boicottaggio. La Commissione Elettorale Centrale di Lidia Ermoshina ha dichiarato che la partecipazione al voto è stata del 65.9%. Monitoraggi indipendenti suggeriscono che la reale affluenza alle urne sia stata intorno al 30%.