Come si costruiscono le false accuse: il caso di Vitali Kovsh

Sempre più spesso il regime in Bielorussia, per darsi una parvenza di democrazia, rinchiude in carcere gli oppositori politici e gli attivisti per i diritti umani con false accuse di crimini comuni. E’ il caso più noto di Ales Bialatski, difensore dei diritti umani formalmente in carcere per evasione fiscale, ma anche di molti meno noti, come Vitali Kovsh, un attivista che martedì scorso è stato condannato a 4 anni di prigione con un imputazione inventata di sana pianta.

Il 12 marzo 2013 il tribunale di Brest ha condannato l’attivista dell’opposizione Vitali Kovsh a 4 anni di carcere di massimo rigore, con la confisca dei beni. E’ stato accusato di avere aiutato 8 cittadini indiani ad attraversare illegalmente il confine tra Bielorussia e Polonia.

A maggio 2012 la polizia di frontiera di Brest ha catturato un gruppo di Indiani che tentavano di attraversare illegalmente il confine con la Polonia. Il 1 settembre 2012 è stato arrestato Vitali Kovsh, che ha passato in prigione gli oltre 5 mesi dall’arresto al processo.

Alcune settimane dopo l’arresto di Vitali Kovsh su Internet è apparso un film, realizzato dai giornalisti d’inchiesta ucraini di korrespondent.net, che dimostra che le accuse contro Kovsh sono state fabbricate. Nel materiale vi sono le dichiarazioni degli Indiani arrestati e successivamente deportati. Ecco la dichiarazione di uno di loro, in Hindi, tradotta in russo e in italiano:

“Io, Maninder Singh, cittadino indiano, sono stato arrestato in Bielorussia al confine con la Polonia la notte tra il 14 e il 15 maggio dalla polizia di frontiera bielorussa, durante un tentativo di attraversamento del confine.

Per due mesi mi hanno tenuto in prigione. Sono stato picchiato, privato del cibo. Mi hanno mostrato le foto di persone che prima non avevo mai visto e mi hanno chiesto di dichiarare che quelle persone mi hanno aiutato ad attraversare il confine.

Il 6 luglio ci hanno portato in autobus a identificare una casa sconosciuta. Un poliziotto ha sollevato la mia mano e mi ha costretto a puntare una casa sconosciuta. Confermo che ho accusato gente che non conoscevo, perchè ero sfinito per le torture e per la fame e volevo tornare a casa.”

Gli Indiani sono stati liberati e deportati subito dopo avere rilasciato le accuse, che sono state la base per l’arresto di Vitali Kovsh.

Fonti: Kresy24.pl/ spring96.org / charter97.org
Traduzione: infobielorussia.org


Vitali Kovsh | russo: Виталий Ковш | bielorusso: Віталь Коўш