Anton Suriapin: solo quando vai controcorrente capisci quanto vale la libertà di parola

Anton Suriapin è lo studente di giornalismo 20enne che a luglio 2012 aveva pubblicato nel suo fotoblog le immagini degli orsetti di peluche con cartelli inneggianti alla libertà di parola, lanciati in Bielorussia da un aereo ultraleggero pilotato da due cittadini svedesi. Per la pubblicazione delle foto, ricevute via email da una ragazza di 17 anni, Ekaterina Skurat, Anton è stato arrestato, tenuto in prigione per oltre un mese e rilasciato con l’obbligo di residenza forzata nella sua città, Slutsk, che tra l’altro è una città gemellata con San Giovanni Valdarno.

Anton, l’anno accademico è già iniziato e tu hai il divieto di allontanarti dalla cittadina dove abiti. Puoi continuare gli studi?

Si, posso continuare gli studi, a condizione di ottenere la residenza forzata a Minsk, anzichè a Slutsk. Però per poterlo fare devo prima trovare un posto dove abitare a Minsk, per ora lo sto cercando. Il momento migliore per trovare qualcosa in affitto purtroppo l’ho passato in prigione.

L’eco del tuo arresto ha influito sui tuoi studi? Ci sono stati casi in cui degli studenti, per il loro impegno civile sono stati espulsi dalle università.

No, non sono stato espulso. Ultimamente ho ricevuto un certificato riguardante i costi degli studi, in quanto per poter studiare ho preso un credito. Mi hanno rilasciato il certificato con scritto che sono studente. Non vi era motivo per espellermi. Ho superato già la sessione per il terzo anno. Sono stato in prigione durante le vacanze, quindi non ho saltato neanche una lezione. E cosa ho fatto durante le vacanze non è affare del decano.

Si dice che la gente esce di prigione diversa. Tu hai notato dei cambiamenti in te?

Ieri ho incontrato con un mio amico. Mi ha detto che sono cambiato, che prima ero una persona più allegra. Non so… Ma una cosa sicuramente non è cambiata: voglio continuare a occuparmi di giornalismo e non voglio smettere di gestire il mio sito. Direi che è vero quello che ha scritto il giornale “Narodnaia Vola”: non mi sono fatto piegare.

Oggigiorno molti giovani pensano seriamente di emigrare…

Quando ero in prigione mi sono ricordato la canzione “Emigrant” del gruppo IQ 48. Ma ho scacciato subito quei pensieri. Ci sono un paio di posti dove potrei andare, ma non voglio farlo. In Bielorussia sono arrivati tempi molto interessanti. Forse tra 50-60 anni vorrò andare da qualche parte, ma come viaggiatore, non come emigrante.

Però i giovani che lasciano il paese dicono che in Bielorussia non vi sono possibilità di realizzarsi. Tu che ne pensi?

Io posso parlare di me: mi realizzo attraverso il mio progetto di fotografia informativa “Belarusian News Photos”. Serve solamente la forza d’animo, non bisogna temere le difficoltà, non bisogna rinunciare. Per quanto riguarda i giovani che emigrano, da una parte non li giudico, ma dall’altra non li sostengo. E` una loro scelta personale. Mi sempre che se uno vuole può sempre realizzarsi, svilupparsi.

Come è nata l’idea del sito?

L’idea è nata durante il primo anno di università. I miei colleghi di studio hanno creato siti con video, e io in quel periodo ho creato bnp.by. All’inizio lavoravamo insieme, poi i nostri punti di vista hanno cominciato a divergere e abbiamo iniziato a lavorarci separatamente. Non avevo né soldi, né macchina fotografica, né amici che potevano filmare. Solo il sito era pronto. Poi per miracolo sono riuscito ad avere una macchina fotografica. Mio padre si era comprato un’automobile nuova e mi aveva regalato quella vecchia dicendo: “Facci quello che vuoi”. Allora io ho venduto l’automobile e ho comprato una macchina fotografica. Ho iniziato a gestire il fotoblog. Allora è iniziata la mia amicizia con Sergei Jagielo, lo trascinato alla protesta “Benzina-STOP”, quando a Minsk hanno chiuso la via principale. E così abbiamo avviato il sito, che funziona fino a oggi.

Qual’è lo scopo principale del sito?

In una prospettiva globale, l’obiettivo principale del sito è garantire alla gente l’accesso a resoconti fotografici degli avvementi della Bielorussia. Tutto ciò che avviene in un determinato giorno viene mostrato in una pagina. Ognuno può aprire la pagine, leggere un breve testo, vedere quello che è successo, con i propri occhi.

In un’intervista hai detto che prima della faccenda degli orsetti i tuoi genitori non si interessavano di politica. Adesso di chiedono di essere più prudente, di non cercarti i guai?

I miei genitori mi hanno sempre sostenuto. Sia quando mi occupavo di programmazione, che quando creavo siti web. Un ricordo dei tempi della scuola è una pila di diplomi, che tengo a casa. Quando sono riuscito a entrare nella facoltà di giornalismo non hanno avuto niente in contrario. Mia madre non mi ha mai vietato di andare a diverse manifestazioni. Mi diceva solamente di comportarmi bene, di telefonare regolarmente, per farle sapere che va tutto bene. Ho raccontato loro delle “manifestazioni silenziose”, di come la gente viene trascinata in prigione con l’accusa di turpiloquio. I genitori non si interessavano di politica, ma quando mi hanno arrestato, è cambiato tutto. Hanno capito allora in che paese viviamo. Ho visto come sono cambiati i loro punti di vista. E la cosa che mi ha rallegrato di più dopo l’incidente è stato proprio il fatto che non solo mamma e papà, ma anche i vicini, i coetanei, i conoscenti, hanno iniziato a vedere le cose diversamente. Questa storia ha aperto gli occhi alla gente, rispetto a molte questioni…

Slutsk è una piccola cittadina, e la notizia del tuo arresto si è sparsa rapidamente…

Sotto questo aspetto non mi è capitato niente di male. Ho ricevuto molte parole di sostegno, la gente mi inviava persino la frutta in prigione.

Sul tuo profilo su VKontakte hai scritto “Solo quando vai controcorrente capisci quanto vale la libertà di parola”

Posso raccontare da dove viene questa citazione. Un giorno quando ero in prigione, all’ora della passeggiata mentre ero nel cortile e alla radio trasmettevano una canzone di Sergei Shnurov. Stando chiuso lì, guardando il cielo attraverso le sbarre, ho sentito improvvisamente le parole della canzone “Solo quando vai controcorrente capisci quanto vale la libertà di parola”. Mi hanno fatto impressione, mi si sono rizzati i capelli e ha iniziato a girarmi la testa. Di tutti i giorni passati in prigione quello è il momento che ricordo meglio. Alla domanda “quanto vale la libertà di parola?” posso dire che per ora il prezzo che ho pagato per questa libertà sono i 34 giorni nella prigione del KGB e l’accusa, che ancora pende su di me, di aiuto nell’attraversamento illegale dei confini di stato.

Ti sei già ripreso moralmente?

Si, lentamente mi sono ripreso. I primi 3 giorni dopo essere uscito di prigione la notte non potevo dormire. Le mie lenzola, caldo, senza mosche e zanzare, ma quando aprivo gli occhi mi tremavano le mani. Poi tutto è tornato a posto. Adesso funziono normalmente: vado a dormire alle 5 di mattina, mi sveglio alle 12, il mio ritmo normale.

Cosa auguri ai tuoi coetanei?

Che restino persone, che non abbiano paura di quello che succede. Che non si concentrino solo sui problemi. La vita, nonostante tutto, va avanti. Tutto andrà bene. Vorrei che giovani, soprattutto in provincia, pensi di più e beva di meno.

DAGLI ATTI DEL PROCESSO

Anton Suriapin è stato arrestato il 13 luglio 2012 dai funzionari del Comitato per la Sicurezza Nazionale (KGB) della Bielorussia. I funzionari dei servizi speciali hanno perquisito la sua abitazione, hanno sequestrato il computer portatile e altri supporti di dati. Nei confronti di Suriapin è stato avviato un procedimento penale. E’ stato accusato di “collaborazione nell’attraversamento illegale pianificato del confine da parte di un gruppo organizzato di persone”. L’aeroplano con gli Svedesi a bordo ha superato il confine bielorusso all’alba del 4 luglio 2012, proveniendo dalla Lituania. Sopra a Ivianiets e Minsk sono state gettate centinaia di orsetti di peluche. La responsabilità dell’azione è stata assunta da rappresentanti della società svedese di Pubbliche Relazioni “Studio Total”. Il motivo dell’arresto di Anton è stato la pubblicazione di fotografie degli orsetti. Suriapin è stata la prima persona a pubblicare fotografie dell’azione sul suo sito. Sostiene di avere ricevuto le fotografie da un autore anonimo, per posta elettronica. Il 7 agosto 2012 il KGB ha informato della lettura dell’imputazione di Anton Suriapin e Sergei Basharimov, sulla bade del comma 6 art. 16 (compartecipazione nel reato) e del comma 3 art. 371 (attraversamento illegale dei confini di stato della Repubblica di Bielorussia) del Codice penale. Il 17 agosto 2012, insieme a Sergei Basharimov, agente immobiliare che aveva affittato un appartamento di Minsk agli Svedesi, Anton Suriapin è stato rilasciato, imponendogli il divieto di allontarsi dal luogo di residenza e di divulgare l’incidente.

Autore: Roman Vasiukovich
Data: 5 settembre 2012
Fonte: Narodnaia Vola [nv-online.info]
Traduzione: infobielorussia.org


Anton Suriapin | russo: Антон Суряпин | bielorusso: Антон Сурапін